Un’altra perdita. Maurice Sendak d’improvviso lascia il bimbo un po’ wild e ribelle che c’è in noi più solo…

Un’altra perdita. Maurice Sendak d’improvviso lascia il bimbo un po’ wild e ribelle che c’è in noi più solo…

Gli amici lo sanno, in auto sono uno che non pigia molto sull’acceleratore. Mi sento molto più tartaruga che lepre. Ma tendo a dimenticarmene, soprattutto quando gira quel disco che oramai ha messo radici nel cruscotto della mia quattroruote. È un disco (+ dvd) dei Beastie Boys. Tra l’altro, loro non lo sanno, ma mi devono un fusibile dell’autoradio. Comunque, poco tempo fa ero per strada e su questo brano (il video è totale!) mi “hanno suonato”. Volume a manetta, io ondeggiavo la boccia manco fossi a Manatthan, mi han strombazzato perché andavo a neppure 40 all’ora. E io son certo che mi stavo muovendo oltre i limiti. O meglio, quella era la mia impressione. Sarà stato l’effetto dei bassi. Il “ritornello” stile coretto che se lo canti ti fa credere per qualche istante di essere uno di loro. O le voci, di questi svalvolati che risucchiano ogni beat e te lo sputano più avanti.
Ciao, Adam MCA Yauch (la notizia)
Tornavo a Lugano da lunghi viaggi, i negozi sempre chiusi, e affamato mi infilavo sempre al negozietto della stazione o giù al distributore di Molino Nuovo per una qualche schifezza predigerita da mettere nello stomaco. Poi fuori tu, e il tuo franchetto. Incontrarti in quei luoghi era parte del sentirsi nuovamente a casa. Ciao Pietro.
http://www.tio.ch/Ticino/Cronaca/News/678299/E-deceduto-Pietro-l-uomo-da-un-franchetto
(foto di ak photography)
Vancouver, BC, Canada – 25 marzo 2012
Dopo 7 settimane eccoci a spegnere per qualche giorno la sala di montaggio. Claudio ha riscritto con me il film, ancora una volta. Esattamente quattro anni fa le prime righe su di un’agendina, quando ho vissuto gli eventi che mi hanno portato qui. Poi, il trattamento, la sceneggiatura, il decoupage, gli attori a vivere di fronte a una camera assieme a quella miriade di omini che stava dietro, a quella cinepresa. Ora il montaggio. Si riscrive, cercando di sentire ciò che ribolle in pancia.
Qualche giorno di pausa, e poi si va avanti…
nicc
ps.: thanks Claudio “Suppersache” che mi hai sopportato e supportato fino a qui!