June 10th, 2008
È una magnifica serata di inizio estate, e pochi minuti fa il sole ha deciso di incendiare la
vallata del fiume Susquehanna – e dopo la fiammata ha lasciato il posto ad una luce azzurrina e rarefatta nella quale le ultime nuvole si dileguano spinte dal vento che viene giù dai Grandi Laghi.
Bello.
Ma un bello molto diverso dal “bello” al quale aspira (con scarsissimo successo) la cornice dello specchio che ho sopra le mie spalle qui allo Starbucks di University Plaza. Un bello fatto di essenzialità e limpidezza.
Qualche settimana fa la rivista “Time” ha pubblicato la lista delle persone secondo lei più influenti del 2007, e ad uno dei loro redattori è stato chiesto di stilare una graduatoria tra questi 100, e lui ha scritto un articolo su come ha creato la formula per calcolare la graduatoria. L’articolo è volutamente ironico, ma nella sua giocosità secondo me illustra bene quello che in matematica o in fisica si cerca in una formula: deve essere in qualche modo elegante, piacevole e, perchè no, bella. (more…)
May 5th, 2008
È da un po’ di tempo che cerco un modo adatto per riprendere a scrivere con una certa regolarità, e proprio ieri ho trovato un appiglio insperato.
Uno dei motivi perchè da così tanto tempo non scrivo su questo blog è che mi sono trasferito (ancora…). Ricorderete che l’ultimo post l’avevo scritto da un caffè di Berkeley (California) – ecco: da gennaio mi sono trasferito all’università di Binghamton (New York), da dove scrivo ora.

L’appiglio di cui dicevo è che ieri ho ripreso in mano un articolo che, in collaborazione con Simona Settepanella, abbiamo finito di scrivere nello scorso mese di novembre. Ora, se ci date anche solo un’occhiata veloce (è qui) vedrete che non è nulla che, di per se’, possa suscitare particolari suggestioni; però voglio dirvi brevemente perchè a me, nel riprenderlo in mano, è venuta una certa nostalgia… per farlo devo raccontarvi quello che le formule dell’articolo non dicono.
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September 29th, 2007
Carissimi, eccomi dopo tanto tempo! Oggi non risponderò ad una domanda del Nico, ma vi racconterò una cosa che semplicemente non potevo trattenermi dallo scrivere, dato il posto dove sono seduto proprio adesso, e dato il titolo del nostro blog…
Per mantenere un po’ la suspence comincerò con il dire che il periodo relativamente lungo di silenzio è stato anche dovuto al mio trasferimento oltreoceano: per un po’ sarò a Berkeley, California. E il fatto è che qui, al bordo del campus universitario, c’è il “Caffè Strada” con la sua terrazza circondata dalla siepe e ombreggiata dagli alberi. E sulla terrazza tanti tavolini – ed è su uno di questi che è appoggiato il mio PC mentre scrivo.

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September 17th, 2007
Nicc: A me piace far la spesa. Non lo shopping, per quello proprio sono un disastro. La spesa. Mi diverte passare dal supermercato prima di andare a casa per prendere pane fresco e qualche mini-leccornia da cucinarmi la sera. C’è un aspetto della spesa che trovo poco divertente: la colonna alla cassa. Non mi piace stare imbambolato con i miei 2 metri d’altezza fra bambini che piangono perché vogliono le caramelle appese sopra al tappeto scorrevole della cassa ad aspettare il mio turno. Nulla contro l’attesa, non mi stresso. Ma ammetto di sentire il bisogno di uscire al più presto. A questo punto però il dubbio che mi strugge da tempo: al supermercato è meglio puntare diretto alla cassa dove attendono pochi clienti ma con carrelli stracolmi o è più efficace scegliere la cassa con tante persone incolonnate ognuna con pochi prodotti nel cestino? Cosa ti dice la matematica? Puntualmente io riesco a scegliere la cassa sbagliata, e mentre attendo vedo sfilare uno dopo l’altro gli altri clienti accanto a me… Ema, aiutami tu. Grazie, Nicc.

Ema: Ah! la coda alla cassa… E chi non ha mai desiderato ardentemente una ricetta segreta per imbroccare la coda giusta? Chi non ha mai guardato con aria di sufficienza gli automobilisti fermi nella colonna accanto, mentre la propria colonna, anche se impercettibilmente, si muove?
E quella indicibile, atavica sete di sangue che ci assale mentre vediamo che la coda alla cassa accanto sfila con ritmo regolare, mentre la signora davanti a noi ha preso il limone senza metterci il codice a barre, ed ha voluto tornare a prendere la seconda confezione di carta da cucina dopo aver visto che era in azione 2×1, e alla fine paga 67,65 tutto rigorosamente in monetine.
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